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TERAMO – L’Abruzzo dopo due lunghi mesi di sofferenza per gli eventi naturali che l’hanno colpita, a partire dalla neve al terremoto, fino alle frane che hanno maggiormente interessato il territorio teramano, esce finalmente dall’emergenza restando tuttavia nella fase del soccorso post-evento. A Teramoweb la Protezione Civile di volontariato di Teramo racconta i momenti drammatici di gennaio, la forza dei volontari nell’attivarsi nel soccorso e la solidarietà italiana. Mauro Ettorre, direttore del CSV (TE) spiega che il volontariato è un’attività gratuita ” al servizio della comunità, supporto alle istituzioni nei momenti di emergenza e supporto alle associazioni”. Infatti fondamentale è stato l’operato dei volontari nell’emergenza di quest’inverno. “Il mondo del volontariato si è messo in gioco in modo pesante” dice Alessandro Lellii, presidente della Gran Sasso D’Italia, protezione civile di Teramo, una onlus presente in ben 8 comuni del teramano. Mauro D’Ubaldo, presidente del CIVES (Corpo d’Intervento Volontario Emerge e Soccorso) definisce l’evento calamitoso di gennaio, come la “tempesta perfetta, annunciata dalla Regione Abruzzo con un codice arancione… pronti ad intervenire ci siamo poi ritrovati davanti ad una nevicata eccezionale” ed aggiunge “aggravata dalle forti scosse che hanno finito per mettere in ginocchio la provincia di Teramo”. Nonostante le criticità degli eventi su tutta la regione, la macchina operativa locale del volontariato della protezione civile ha avuto successo. Tanta anche la solidarietà arrivata da tutta la nazione. Singolare è stato l’aiuto pervenuto dall’Inghilterra: il Cives si è trovato a gestire 195 quintale di foraggio speciale selezionato che allevatori inglesi hanno donato ai loro colleghi aprutini. Un gesto di solidarietà che ha commosso tutti. Il successo dell’attività di volontariato però non si potrebbe ottenere e non si sarebbe ottenuto se, oltre allo sforzo fatto H24 dai soccorritori volontari, non ci fosse stato il supporto delle famiglie di quest’ultimi e soprattutto la costante collaborazione tra organizzazioni di volontari e tra questi e i vari enti. D’Ubaldo definisce ” impensabile un’organizzazione di volontariato autonoma svincolata da regole certe”. Lelli ricorda inoltre che nonostante la drammatica situazione che l’Abruzzo ha vissuto, in particolar modo Teramo e provincia, l’aspetto positivo che se ne è ricavato è la forte richiesta di aspiranti volontari, per questo motivo l’organizzazione Gran Sasso d’Italia, ha dato inizio a corsi di formazione di volontariato nella protezione civile. La formazione insieme alla prevenzione sono infatti le due fasi preparatorie per la gestione di un evento calamitoso, che poi si fronteggia direttamente nella fase di emergenza attraverso il soccorso.

Servizio di Ilaria Muccetti

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