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TERAMO –  “Sono rimasto molto amareggiato dall’affermazione che ha definito il piccolo Charlie Gard una larva umana. Rifiuto categoricamente questa espressione. Se cominciamo ad usare questi termini, si torna ad ideologie e comportamenti totalitari per i quali facciamo convegni per denigrarli e superarli ma poi, subdolamente, ne coltiviamo l’ideologia. In nessunno stadio, dal concepimento alla nascita, alla età più adulta o più matura l’uomo può essere chiamato larva.” Queste le parole del vescovo della diocesi di Teramo – Atri, mons. Michele Seccia, in riferimento alla triste vicenda del piccolo Charlie condanato a morte.

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