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Contrassegnata come ogni anno da una numerosa partecipazione, si è svolta sabato scorso, 23 giugno 2018, la “Festa dei fiori” nella struttura della Piccola Opera Charitas di Giulianova. “Questa è la festa degli amici”, ha dichiarato Domenico Rega, presidente della Poc, che ispirato dalle parole usate dal vescovo Lorenzo Leuzzi nel messaggio di giugno ai giovani, ha sottolineato l’importanza di saper “scegliere di essere dentro la storia da protagonisti e non da rimorchiati”, prestando attenzione a riconoscere gli “illusionisti di mestiere” che possono essere evitati “scegliendo di essere dei protagonisti”. Una esperienza significativa per la quale mons. Leuzzi ha voluto ringraziare la provvidenza di Dio, un concetto astratto che potrebbe portare a domandarsi dove sia ma che trova risposta nelle cose più semplici, “guardando questa opera, possiamo dire concretamente che qui c’è la provvidenza di Dio, perché il Signore ha illuminato e condotto il fondatore, gli operatori e anche noi”. Un esempio che deve far chiedere ogni credente se è “strumento della provvidenza di Dio”, cioè mettersi al servizio del Signore vivendo pienamente il presente, rifuggendo l’idea di considerarsi la provvidenza e non essere invece al servizio di questa. “Molti si illudono di essere la provvidenza, facendo del male a loro e agli altri”, ha rimarcato il vescovo di Teramo-Atri ricordando gli esempi passati che hanno distrutto l’umanità, “quanti morti, quante difficoltà, quanto male fatto da chi si considera la provvidenza”. Essere collaboratori della provvidenza per aiutare gli altri a vivere bene “anche se non finiremo sui giornali”, la sottolineatura di mons. Leuzzi che ha portato l’esempio di San Giovanni Battista, precursore della provvidenza di Dio nell’umiltà, un elemento fondamentale per evitare di cadere nella tentazione che la responsabilità può dare, cioè sentirsi la provvidenza. “Questo è un luogo speciale, dove fratellanza e solidarietà non sono solo delle enunciazioni ma hanno gambe forti, si sono realizzate. Quotidianamente si manifestano”, le parole del sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, che si è detto emozionato ogni qual volta entra nella Poc, un luogo “dove i nostri amici hanno avuto una casa dove essere valorizzati nella loro essenza profonda, nella loro intelligenza, sensibilità e nei loro valori”. La solidarietà come essenza di ognuno nell’impegno quotidiano e non vista come modo per poter apparire, questo il concetto espresso dal primo cittadino giuliese che ha concluso, “questo è il luogo dove tutto ciò si rappresenta ed è una di quelle realizzazioni che attraverso lo strumento della provvidenza, in quel caso padre Serafino e tutti quelli che lo hanno aiutato e oggi hanno raccolto il messaggio e continuano a far vivere questo luogo speciale che dovrebbe essere un punto di riferimento per ciascuno di noi”. servizio di Ilaria Muccetti

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