Condividi

Campli- Dalla storia e tradizione popolare al presente, se il maiale per i romani era un animale simbolo della fertilità ma anche allo stesso tempo simbolo del sacrificio, per l’uomo odierno acquista un valore terreno ben lontano dal simbolismo e dalla tradizione profana. Ne è dimostrazione la Sagra, che alla sua 47 edizione, ogni anno dal 1964, a città di Campli invita migliaia di turisti a visitarla e a degustare la prelibata carne di maiale. Tra eventi musicali, una birra ed un panino alla porchetta, quest’anno si è ricercata l’importanza della qualità della porchetta con il Convegno “La Porchetta:dallo street food alla qualità alimentare” organizzato dalla Pro Loco di Città di Campli e l’ass. Memoria e progetto Onlus, con lo scopo di tutelare la tipicità del prodotto camplese. Questo anche grazie al progetto del Museo della Porchetta “Luigi Meloni” promosso dall’ass. del Prof. Roberto Ricci (presidente Memoria e progetto ONLUS). Al convegno sono intervenuti il prof. Gabriele Di Francesco, sociologo dell’università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, il prof. Roberto Ricci, il prof.Leonardo Seghetti, agronomo ed enologo, docente dell’Istituto Agrario Ulpiani di Ascoli e dell’Università di Teramo, l’imprenditore Nicola Genobile e il giornalista camplese Nicolino Farina. A presenziare il Sindaco di Campli, Pietro Quaresimale, il Presidente della Pro Loco di Campli, Pierluigi Tenerelli, il Consigliere provinciale Federico Agostinelli.

servizio di Ilaria Muccetti
riprese e immagini di Marco Calvarese

Nessun commento

Commenta